L’Ordine Teutonico è un antico ordine monastico-militare e ospedaliero sorto in Terrasanta all’epoca della terza crociata ad opera di alcuni mercanti di Brema e Lubecca per assistere i pellegrini tedeschi. Avviò in seguito la conquista dei popoli slavi nell Europa dell’est ed in una prima fase occupò un vasto territorio sul Baltico, che però nel 1466 si ridusse alla sola Prussia Orientale. Secolarizzato al tempo della Riforma, fu soppresso da Napoleone Bonaparte ed in seguito ripristinato dagli Asburgo: venne riformato nel 1929 dalla Santa Sede che lo rese un ordine di canonici regolari per la cura d’anime e le opere di carità. L’Ordine teutonico ha mantenuto il carattere di confraternita dedita alla carità e all’attività ospedaliera. La sua sede è a Vienna, ma possiede numerose sedi anche nel resto dell’teutonicAustria, in Italia e in Germania.

Pare che l’origine dell’ordine risalga al 1099, quando un cavaliere tedesco ferito durante i combattimenti per la presa di Gerusalemme venne assistito e curato da una coppia di pellegrini tedeschi, presumibilmente mercanti, che decisero in seguito di dedicarsi, con il beneplacito del Patriarca di Gerusalemme, all’attività di ospitalità e assistenza dei pellegrini, fondando un piccolo ospedale dotato di foresteria ed una cappella dedicata alla Vergine Maria. L’ospedale andò distrutto nel 1187 con la caduta di Gerusalemme.

Nel 1198, dopo la prima crociata, l’Ordine assume un carattere militare. Federico II nel 1212, adeguò gli statuti della riforma al modello “ospitaliero” per i tratti religiosi, e al modello “templare” per quelli riguardanti la guerra combattendo nel 1918 in Egitto e nel 1271 Quando, scontratisi col Sultano d’Egitto Baibars, furono battuti e il loro castello di Monforte Poiché l’Ordine dei Templari era costituito quasi interamente da francesi e quello degli Ospitalieri prevalentemente da italiani e francesi, all’Ordine Teutonico aderirono solo membri della nobiltà tedesca proprio per le difficoltà che i cavalieri tedeschi trovarono negli altri due Ordini.

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